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Dopo anni vissuti per la terra conoscendo tutti i segreti che comporta come la produzione dell'olio , la coltivazione di piante tipiche mediterranee e la cura delle stesse piante hanno realizzato delle abitazioni in un luogo ancora salutare e incontaminato... che ha dato ospitalità a numerose persone che tengono nel cuore i momenti magici passati in quei luoghi.

[Ricette Tipiche Puglia]

 
IL SALENTO è una terra ancora inesplorata a livello turistico e conserva delle tradizioni di grande ricchezza culturale .

LA GASTRONOMIA

I vini tra I migliori in italia forti e corposi .

L'Olio è la risorsa principale di questo territorio essendo gli ulivi presenti in quasi tutte le terre della regione

Altri prodotti tipici : fichi d'India, pomodorini, capperi.


        "Spaghetti al riccio"
Bisognerà tener presente, che per condire ogni porzione occorreranno circa
12 ricci, quindi per condire mezzo Kg. di spaghetti avrete bisogno delle
uova di 4-5 dozzine di ricci. La preparazione è semplicissima: aprite i
ricci e serbatene le uova in una scodellina; in una padella mettete otto
cucchiai di olio extra vergine di oliva e due spicchi di aglio leggermente
contusi, che farete imbiondire in fuoco lento in modo che cedano il loro
umore aromatizzando l'olio. Appena gli spicchi saranno imbionditi li
toglierete e metterete nella padella gli spaghetti caldissimi cotti al
dente. Mescolerete bene, spegnerete la fiamma, aggiungerete le uova dei
ricci e, mescolando accuratamente, servirete subito, aggiungendo il
fatidico prezzemolo tritato.
Tratto da "La Cucina del Salento" di Massimo Vaglio - Edizione A.N.D.O.

"Verdure ripiene alla pugliese"
Gli ingredienti necessari per la preparazione di questo piatto (4 persone)
sono facilmente reperibili e sono: 1Kg tra zucchine, peperoni, melanzane e
pomodori, olio di oliva, prezzemolo, aglio, pangrattato, 2 uova, 120g di
salsiccia, origano, parmigiano grattugiato, timo.
Per la preparazione lavate le verdure e tagliatele a metà liberandole
della polpa. Tagliuzzate la polpa di ogni verdura e mettetela in una
terrina, unitevi il prezzemolo e l'aglio tritato, le uova, il formaggio
grattugiato, l'olio di oliva, la salsiccia che avrete liberato dalla
pelle, sale, pepe, origano, timo.
Cercate di ottenere un composto omogeneo con il quale riempirete le
verdure. Ungete una pirofila, disponete le verdure sulla stessa e cuocete
in forno per 45 minuti circa.
Tratto da "Cucinare è facile" - Edizioni Il Torchio

"Rape 'nfucate"
Si mondano i broccoli di rape, asportando la parte più dura, si fanno
imbiondire leggermente due spicchi di aglio in una pentola alta con olio
di frantoio e si buttano le rape, si copre, si sala e si regola la fiamma
in modo che le rape cuociano, per quanto possibile, "con la loro stessa
acqua", aggiungendo se occorre un bicchiere d'acqua; se piace il piccante
si può aggiungere un peperoncino. A chi piace un gusto meno marcato si
consiglia di lessare precedentemente le rape sino a metà cottura.
Tratto da "La Cucina del Salento" di Massimo Vaglio - Edizione A.N.D.O.

"Zuppa di pesce alla gallipolina"
I pesci devono essere quelli tipici delle zuppe, ovvero: scorfano, San
Pietro, razza, pescatrice, cernia, pesci prete, ecc..., e si possono
inserire anche gamberi, cozze e calamari. Si prepara un brodo denominato
"filetto" con acqua, olio, cipolla, qualche spicchio di aglio, una costa
di sedano, prezzemolo e quattro-cinque pomodori pelati. Tutti gli
ingredienti si devono tritare molto finemente e passare con il
passaverdure; quando il brodino si riduce quasi a metà si aggiusta di
sale, si ravviva con una spruzzatina di aceto e si accomodano i pesci; si
aggiunge, infine, una manciata di prezzemolo tritato. Si lascia cuocere
per una mezz'ora e si serve caldissimo disponendo sul fondo dei piatti dei
crostoni di pane.
Tratto da "La Cucina del Salento" di Massimo Vaglio - Edizione A.N.D.O.

"Spaghetti al nero di seppia"
Per condire mezzo Kg di spaghetti, occorreranno sette/ottocento grammi di
seppie che dovrete pulire e tagliare a listarelle serbando le sacche
contenenti il nero e le prelibate gonadi, (queste ultime sono
distinguibili fra le interiora per il colore bianco latte). In una padella
farete scaldare due spicchi di aglio contusi in un decilitro di olio
extravergine di oliva e, prima che questi comincino ad imbiondire,
metterete seppie, sacche e gonadi rimestando e facendo in modo che le
sacche di nero si rompano. Spolverizzerete poi con sale e pepe e quando i
liquidi, che con la cottura usciranno dalla seppia si saranno quasi
asciugati, aggiungerete due/tre pelati schiacciati con la forchetta o
l'equivalente di pomodorini tagliuzzati, rimesterete bene e quando la
salsina si sarà amalgamata, butterete nella padella gli spaghetti cotti al
dente in abbondante acqua salata, mescolerete e servirete aggiungendo
prezzemolo tritato.
Tratto da "La Cucina del Salento" di Massimo Vaglio - Edizione A.N.D.O.

"Cartellate di Natale" (Ncartiddrate)
Si impastano gr. 500 di farina con 5 uova e si lavora moltissimo, finché
non si formano delle bollicine. Si stende la pasta con un mattarello in
una sfoglia finissima. Si fanno dei rettangolini larghi 4/5 cm. e lunghi
15/16 cm. Si friggono nell'olio bollente una ad una. Si tolgono dall'olio
appena diventano croccanti e cominciano a dorarsi. Quando sono tutte
fritte si passano ad una ad una nel miele che si è fatto sciogliere in una
pentola e si adagiano in un piatto da portata. Si spolverano solo con un
poco di cannella pestata.
Tratto da "La Cucina del Salento" di Massimo Vaglio - Edizione A.N.D.O.

"Li Pittule "
1 Kg di farina, 1,5 cubetti di lievito di birra, acqua, sale.
Si amalgama semplicemente sino ad ottenere un impasto molto liquido che si
lasceràà lievitare per almeno due ore in ambiente tiepido. Si prenderà man
mano una pasta con un cucchiaio e si friggerà in olio di oliva bollente.
Potranno pure essere fritte farcendo l' impasto con una salsina alla
pizzaiola, costituita, cioè, da pomodori pelati, capperi, origano e alici,
oppure si potranno farcire con baccalà, lampasciuni gamberi sgusciati
latterini ("minoscia"), cime di rapa lesse, ricotta, olive nere, etc.
Quelle semplici si mangiano generalmente inzuppate nel mosto cotto o nel
miele.
Tratto da "La Cucina del Salento" di Massimo Vaglio - Edizione A.N.D.O.


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